mercoledì 22 maggio 2002

Pena di morte in Giappone, una realtà nascosta


L’ordinamento giapponese prevede la pena di morte. Nel paese, ci sono 7 prigioni attrezzate con un patibolo per l’impiccagione. Dal 1993, sono stati giustiziati 41 condannati a morte. Alla fine del 2001, nei bracci della morte del Giappone si trovavano almeno 110 condannati, di cui circa 50 con sentenza definitiva. A loro non è consentito avere contatti al di fuori dei congiunti, né con amici né con giornalisti. Anzi, capita che persino i colloqui o la corrispondenza con i congiunti vengano proibiti. La maggior parte dei condannati a morte vive in celle d’isolamento, controllate attraverso le telecamere 24 ore su 24. L’esecuzione viene comunicata al condannato soltanto il giorno stesso, mentre i congiunti ne vengono a conoscenza a fatto già compiuto. In Giappone, sia l’esistenza dei condannati a morte sia le esecuzioni sono fenomeni totalmente isolati dalla società.Quella di cui ora leggerete è una realtà poco conosciuta anche nello stesso Giappone, tranne che dalla gente particolarmente interessata alla questione.

Per saperne di più >> www.amnesty.it/primopiano/cartellino_rosso.php3

tratto da www.amnesty.it

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