Il Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia sta moltiplicando gli interventi d'emergenza in Africa meridionale, dove diversi paesi si trovano sull'orlo di una crisi umanitaria di proporzioni allarmanti. Oltre 12,8 milioni di persone, di cui 2,3 milioni sono bambini al di sotto dei cinque anni, avranno bisogno - almeno fino al marzo del 2003 - di un'assistenza alimentare supplementare, per far fronte a una situazione d'emergenza causata da una concomitanza di fattori negativi, tra cui le avverse condizioni climatiche, la cattiva gestione delle riserve alimentari e l'instabilità politica ed economica.
Gli interventi dell'UNICEF nei paesi colpiti - Lesotho, Malawi, Mozambico, Swaziland, Zambia e Zimbabwe - mirano a garantire alle donne e ai bambini il livello di nutrizione indispensabile alla sussistenza. L'azione dell'UNICEF inoltre comprende una serie di altri interventi nel campo sanitario, per i rifornimenti d'acqua potabile e la predisposizione dei servizi igienici essenziali, nel settore dell'istruzione e contro la violenza, il rapimento, l'abuso sessuale e le altre forme di sfruttamento che - come in molte situazioni di crisi - minacciano i più deboli e indifesi, ossia, ancora una volta, i bambini.
Durante i periodi di carestia i problemi endemici che affliggono molti dei paesi dell'Africa meridionale divengono perfino più pressanti:
· Malattie mortali come il morbillo, il colera e la poliomielite si diffondono più rapidamente mettendo a rischio la vita di milioni di bambini: in risposta l'UNICEF sta estendendo i programmi di copertura vaccinale e di prevenzione, allo scopo di contrastare e contenere le conseguenze provocate dalle malattie, che combinandosi con la malnutrizione sono spesso letali.
· L'UNICEF, inoltre, ritiene che aiutare le famiglie a mantenere i propri figli a scuola sia una questione di vitale importanza. Nel momento in cui le difficoltà economiche divengono più pressanti, riducendo spesso le famiglie allo stremo, molti bambini potrebbero essere indotti ad abbandonare la scuola per dare un sostegno al proprio nucleo familiare. Molti bambini, poi, rimarranno orfani e lasceranno la scuola per poter sostenere i propri fratelli e sorelle. Aiutare i bambini a non restare esclusi dal sistema scolastico ha una valenza particolare, dal momento che i programmi di refezione scolastica sono uno dei principali canali attraverso cui l'UNICEF garantisce i livelli nutrizionali per i bambini.
· L'HIV/AIDS, che colpisce nella regione una percentuale di persone che oscilla tra il 16 e il 25% della popolazione, rende decisamente più ardue le difficoltà che i bambini affrontano nel resistere agli stenti e agli altri problemi provocati dalla carestia. Un'alimentazione carente indebolisce o uccide chi è affetto da HIV/AIDS, costringendo spesso i bambini a dedicarsi all'assistenza e alla cura dei malati. Lo sfruttamento sessuale, poi, è destinato ad aumentare, dal momento che molti, specialmente le adolescenti, saranno costretti a prestazioni sessuali in cambio di cibo.
Tra i paesi che si trovano ad affrontare la crisi lo Zimbabwe è quello che versa nelle condizioni peggiori. Anche il Malawi e lo Zambia sono stati duramente colpiti. Inoltre, centinaia di migliaia di persone necessitano di assistenza umanitaria in Lesotho, nello Swaziland e in Mozambico.Zimbabwe
In Zimbabwe oltre 7 milioni e 800mila persone (il 66% della popolazione) - 5 milioni e 400mila bambini tra 0 e 14 anni e un milione, 800mila dei quali minori di 5 anni - necessitano di assistenza umanitaria per i prossimi 18 mesi. Oltre 600mila bambini, inoltre, hanno urgente bisogno di aiuti alimentari. Davanti a tali cifre il Governo dello Zimbabwe ha dichiarato in aprile lo stato di disastro nazionale.
Per far fronte all'emergenza l'UNICEF ha predisposto i seguenti interventi:
· Assistenza alimentare: Il programma d'assistenza alimentare già in corso sarà esteso a 130mila bambini. L'UNICEF-Zimbabwe ha ordinato 600 tonnellate di UNIMIX (una miscela ad alto valore nutritivo a base di cereali, legumi, zuccheri e olio) per oltre 32.000 bambini e si prefigge di procurarne altre 1.600 tonnellate nei prossimi mesi. L'UNICEF prevede anche di distribuire a oltre 129.000 mila bambini sotto i cinque anni d'età, per un periodo di 11 mesi, capsule di vitamina A. Attualmente si stanno approntando programmi volti a monitorare e sorvegliare lo stato nutrizionale e di crescita dei bambini.
· Assistenza sanitaria: Per combattere il colera e prevenire la diffusione di altre malattie l'UNICEF-Zimbabwe ha fornito 500 kg di cloruri per disinfettare l'acqua, 10.000 metri di teli di plastica per allestire ripari d'emergenza, 2.000 contenitori di plastica per l'acqua, 360 barre di sapone (utilizzate anche come repellente contro le zanzare), 100.000 pasticche per la depurazione dell'acqua e 200 kit informativi sulla prevenzione del colera. L'UNICEF ai primi di luglio ha provveduto alla vaccinazione di un milione e 700mila bambini al di sotto dei 5 anni e alla distribuzione supplementare di capsule di vitamina A.
· L'UNICEF sta programmando la costruzione di 100 pozzi e il trivellamento di altri 75 per aumentarne la profondità, la costruzione di 5.000 gabinetti domestici e di 1.000 servizi igienici per strutture scolastiche d'emergenza a beneficio delle persone sfollate a causa della situazione di insicurezza alimentare.
Malawi
A causa della siccità che ha colpito gran parte dell'Africa australe, il Malawi sta soffrendo la carestia più acuta degli ultimi 50 anni. Infatti la siccità attuale segue a un periodo di piogge violente e inondazioni che, tra fine 2001 e inizio 2002, avevano distrutto i raccolti e devastato terre coltivate per 40.000 ettari. Su 3 milioni e 200mila persone colpite dalla carestia, su una popolazione totale di 10 milioni e 600mila, oltre un milione sono bambini. I bambini gravemente malnutriti sono 72.000, 7.000 dei quali a rischio di morte imminente per fame. L'UNICEF prevede un ulteriore aggravarsi della situazione, se non si mobiliteranno in modo massiccio gli aiuti internazionali, anche per
la crescente diffusione di malattie intestinali, e in particolare del colera (oltre 33.000 casi, il 3% dei quali letali). L'emergenza attuale aggrava una situazione già pesantissima, dove la mortalità infantile è del 104 per mille (oltre il dieci per cento): l'AIDS è il problema sanitario più acuto, con il 16,4 % della popolazione in età fertile (15-49 anni) sieropositiva; il 65% della popolazione totale vive sotto la soglia di povertà.
L'intervento dell'UNICEF
· Malnutrizione: L'UNICEF ha messo in funzione 20 centri terapeutici capaci di garantire il fabbisogno alimentare di oltre 4.000 bambini al mese. Inoltre circa 100.000 bambini dei 6 distretti più colpiti potranno beneficiare di un nuovo programma di refezione scolastica, per garantire almeno un pasto al giorno e contemporaneamente contrastare la tendenza all'abbandono scolastico. 50mila bambini al di sotto dei cinque anni e 185mila donne in gravidanza o in allattamento stanno già beneficiando di un programma di alimentazione supplementare della durata di tre mesi.
· Emergenza colera: l'UNICEF sta collaborando con il Governo del Malawi per fronteggiare l'emergenza colera, fornendo farmaci essenziali e attrezzature mediche. Sono stati inviati tra l'altro 250.000 confezioni di sali reidratanti per via orale, 10 cisterne gonfiabili per l'acqua potabile e 10 strutture sanitarie mobili complete per ospedali da campo, complete di forniture essenziali per la terapia delle malattie intestinali, 40.000 litri di Ringer lattato (soluzione perfusionale).
Zambia
Su 2 milioni e 300mila persone colpite dalla crisi (su una popolazione totale di 10 milioni e 300mila persone, di cui il 20% sono bambini sotto i cinque anni e il 22% donne in età riproduttiva) più di 460mila sono bambini al di sotto dei 5 anni. Oltre alla crisi alimentare lo Zambia sta attraversando anche una periodo di siccità che ha reso la disponibilità d'acqua drammaticamente insufficiente. Per far fronte a tale situazione l'UNICEF intende:
· Estendere i progetti di trivellamento dei pozzi, al fine di aumentare la disponibilità d'acqua potabile, approntando 70 punti di rifornimento idrico nelle province meridionali del paese e altri 20 in quelle nord-occidentali, ove si trovano diversi campi di sfollati e profughi. L'UNICEF sta inoltre acquistando le cisterne d'acqua necessarie a garantire il fabbisogno idrico delle comunità locali, mentre oltre 100 pozzi saranno rimessi in funzione in 38 distretti che versano in situazione di particolare emergenza.
· Insieme ai suoi partner l'UNICEF sta monitorando lo stato nutrizionale e le condizioni di peso dei bambini.
· Insieme all'ECHO l'UNICEF sta fornendo assistenza umanitaria a circa 110mila profughi che vivono o transitano nelle provincie nord-occidentali del paese. Il programma fornirà assistenza anche ai 424.912 abitanti dello Zambia sfollati o colpiti in altro modo dal massiccio afflusso di profughi.
Lesotho
Si stima che circa 445mila persone, di cui 62.272 sono bambini al di sotto dei 5 anni, avranno bisogno di assistenza alimentare. L'UNICEF prevede che siano oltre 148mila i bambini sotto i 5 anni colpiti dalla crisi, dei quali circa 30mila hanno bisogno di essere assistiti da centri che garantiscano loro un'alimentazione supplementare:
· L'UNICEF, in collaborazione con altri partner, sta individuando i bambini affetti da malnutrizione allo scopo di indirizzarli ai centri per l'alimentazione supplementare.
· L'UNICEF inoltre sta contribuendo a fornire nuove provviste per i centri sanitari che attuano tali programmi alimentari.
Swaziland
Sono circa 142mila le persone a rischio, che potrebbero diventare oltre 230mila nei prossimi tre mesi. I bambini colpiti dalla crisi sono attualmente 30mila, una cifra che nei mesi a venire potrebbe raggiungere i 45mila. La situazione è aggravata dagli effetti prodotti dalla siccità sulla sicurezza alimentare delle famiglie, dall'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e dal ridotto potere d'acquisto della moneta nazionale rispetto ai prezzi esistenti sul mercato mondiale. La scuola appare il canale migliore attraverso cui garantire la sussistenza alimentare, ma il 25% dei bambini in età d'istruzione primaria sono fuori dal circuito scolastico, non solo a causa della siccità ma anche per l'alto livello delle tasse d'iscrizione:
· L'UNICEF sta intervenendo sulle comunità locali per aiutarle a mantenere i bambini a scuola. Un sostegno particolare viene garantito ai bambini fuori dal sistema scolastico, molti dei quali sono orfani o appartenenti a famiglie particolarmente povere (spesso famiglie dove il capo famiglia sono le donne o le nonne).
· L'UNICEF sosterrà, nelle aree rurali più povere, forme di alimentazione attraverso le strutture scolastiche, fornendo cucine e provviste alimentari.
Mozambico
Delle 515mila persone che versano in una condizione di grave insicurezza alimentare a causa delle conseguenze della siccità sulla produzione agricola, circa 100mila sono bambini al di sotto dei cinque anni d'età. Circa 335mila persone necessitano di aiuto alimentare immediato.
· Per contrastare gli effetti della siccità l'UNICEF contribuisce alla gestione dei programmi contro la malnutrizione, il colera e degli altri progetti in ambito sanitario, fornendo il necessario supporto tecnico.
· L'UNICEF ha approntato un servizio idrico d'emergenza per la potabilizzazione e attrezzature adeguate per la conservazione dell'acqua.
· L'UNICEF ha inoltre messo a disposizione fondi per il monitoraggio dello stato del sistema scolastico nelle aree colpite dalla siccità e in quelle non interessate dalla crisi.
tratto da www.unicef.it