giovedì 13 marzo 2014

Siria. Lake (UNICEF) alla CNN: a Homs situazione disperata, famiglie ridotte a mangiare i randagi

L’intervista andata in onda ieri sera sulla CNN al Direttore dell’UNICEF Anthony Lake dopo il suo viaggio ad Homs, città siriana devastata dal conflitto, da parte della giornalista Christiane Amanpour è stata davvero scioccante.

Mi auguro che se ne possa parlare anche sui nostri media. Emerge un quadro sconvolgente, non possiamo continuare ad accettare che in Siria accada tutto questo, non è umanamente possibile. Nell’intervista Lake dichiara di aver incontrato due famiglie fuggite dalla città vecchia di Homs che stavano facendo fronte ai cecchini e dovevano muoversi, quando potevano, attraverso tunnel.

E non solo, durante l’intervista Lake ha parlato di famiglie che "mandavano i loro figli a cercare nelle case abbandonate piccole bottiglie di olive, pane marcio e altre cose da mangiare. E stavano mangiando gatti randagi. Le persone a Homs mangiano gatti randagi”. Tutto questo mentre nella città vecchia si continuava a sparare. Mi associo a queste parole del direttore Lake durante l’intervista di ieri: “Queste non sono statistiche. Sono esseri umani, sono bambini. E i governi devono ricordare che questa è una questione strategica, perché tanti bambini sono rimasti traumatizzati dal vedere cose che nessun bambino dovrebbe mai vedere. Temo che cresceranno con più senso di vendetta che di riconciliazione e nella prossima generazione vedremo la replica della stessa violenza e degli stessi problemi, che colpiranno la regione e il mondo”.

Oggi non c’è più tempo. C’è un dovere umanitario che deve prevalere. Non possiamo svegliarci all’improvviso tra qualche mese o anno e inneggiare al disastro dopo 3 anni di morti, violenze distruzione, fame, disperazione. Non è umano.

Dichiarazione del portavoce dell'UNICEF Italia, Andrea Iacomini.

www.unicef.it

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