lunedì 27 gennaio 2003
Giornata della Memoria 2003
Corriere.it 27.1.2003 - Shoah, Olocausto, genocidio. Tre parole terribili che conservano il senso dell'indicibile tragedia degli ebrei d'Europa. Spazzati via durante la Seconda guerra mondiale dalla agghiacciante volontà nazista di «fare piazza pulita», una volta per tutte dell'«odiosa razza ebraica». Un progetto folle ma spaventosamente lucido e ben organizzato. Che ha portato nelle camere a gas sei milioni di esseri umani: uomini, donne, bambini. «Colpevoli» di essere quello che erano: ebrei. Il 27 gennaio, data in cui i sovietici liberarono il campo di concentramento di Auschwitz (l'odierna Oswiecim, in Polonia), è da tre anni il Giorno della Memoria. Una giornata dedicata al ricordo di quello che fu «perché non accada mai più»: il massacro di un popolo intero (cui dobbiamo aggiungere gli zingari, gli omosessuali, gli handicappati, gli oppositori politici che i nazisti eliminarono a migliaia nei lager).
INIZIATIVE - Ecco dunque che in tutta Italia, manifestazioni, mostre, dibattiti, opere teatrali, proiezioni di film e documentari si moltiplicano. Per dar modo alle giovani generazioni di conoscere quello che è stato. Di capire e, se possibile, assimilare l'imperativo «mai più». Un risultato possibile? «Sì - risponde il professor Amos Luzzatto, presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane - le iniziative collegate al Giorno della Memoria sono ogni anno di più. E' una cosa positiva, senza alcun dubbio. Soprattutto in un momento storico come il nostro, con antichi fantasmi che sembrano emergere dalle parti più oscure della storia: l'antisemitismo, per esempio, tutt'altro che domo o sconfitto per sempre».
Per maggiori informazioni sulle iniziative nella Giornata della Memoria 2003: http://www.deportati.it/fmenu.htm
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