mercoledì 11 dicembre 2002

Rapporto UNICEF 2003 sulla condizione dell'infanzia nel mondo


Presentato oggi a Roma, alla Sala dell’Associazione Stampa estera, il Rapporto UNICEF 2003 su “La Condizione dell’Infanzia nel Mondo – La partecipazione dei bambini”. Introducendo il rapporto il Presidente dell’UNICEF-Italia, Giovanni Micali, ha sottolineato che “la partecipazione dei ragazzi è fondamentale, senza il loro convinto coinvolgimento e impegno nessun progetto per l’infanzia e l’adolescenza può sperare di funzionare, di essere efficace. Nonostante siano stati fatti dei passi avanti, il mondo non ha finora fatto granché per i suoi figli: proviamo allora ad ascoltarli, innanzitutto”. Infatti quest’anno il Rapporto UNICEF verte sul tema della partecipazione diretta dei bambini e degli adolescenti alla costruzione di un mondo che tuteli pienamente i loro diritti, sanciti dalla Convenzione ONU del 1989 e dai suoi più recenti Protocolli opzionali. E prima di dare la parola ai rappresentanti delle Autorità nazionali e locali, Micali ha quindi dato “la parola ai ragazzi”. Alla presentazione, che si teneva in contemporanea al lancio internazionale a Città del Messico e a Bruxelles, sono intervenuti infatti numerosi bambini e adolescenti, che tramite il loro portavoce, Mattia Zaccaro, hanno riferito sui risultati del recente “Forum nazionale dei ragazzi”, svoltosi a Pescia in parallelo alla Conferenza nazionale sull’Infanzia e l’adolescenza. Durante la conferenza stampa sono stati presentati anche i vincitori dell’edizione 2002 del “Premio UNICEF dalla parte dei bambini”, la congolese Maguy Makusudi, e il colombiano Floro Alberto Tunubalà Paja.

Alcuni dati tratti dal rapporto UNICEF 2003 "La condizione dell'infanzia nel mondo"

- Ai bambini non registrati alla nascita viene negata un’identità, un nome e una nazionalità; nel 2000, oltre 50 milioni di neonati non sono stati registrati, cioè il 41% delle nascite nel mondo. Tra le aree con meno registrazioni, segnaliamo: l’Africa Subsahariana, dove il 71% dei bambini non viene registrato, seguito dall’Asia Meridionale, con il 56%.
- 11 milioni di bambini sotto i 5 anni muoiono ogni anno a causa di malattie che possono essere facilmente prevenute con i vaccini.
- Circa 120 milioni di bambini in età scolare non vanno a scuola, di cui il 53% femmine; in Africa Sub- sahariana e in Asia meridionale oltre 50 milioni di bambine in età scolare non hanno accesso all’istruzione.
- Quasi ogni paese ha una popolazione di adolescenti che lotta per sopravvivere nelle strade delle grandi città: i dati più recenti stimano che il numero di questi giovani si aggiri intorno ai 100 milioni.
- Vaccinazioni: nel 2001, tra i paesi con più alte percentuali di bambini di un anno che hanno completato la vaccinazione contro DPT (difterite, pertosse e tetano) troviamo: Cuba (99%), Vitnam(98%), Brasile (97%), Federazione Russa (96%), USA (94%); in fondo alla lista, troviamo: Repubblica Centroafricana (23%), Nigeria (26%), Ciad (27%), Niger (31%).
- Povertà: è la principale causa dei 150 milioni di bambini sottopeso nei paesi in via di sviluppo, che aumenta il rischio di morte e compromette lo sviluppo fisico e mentale.
- Dal 1990, oltre 2 milioni di bambini sono stati uccisi e 6 milioni sono stati gravemente feriti nelle guerre. Si stima che 300.000 minori, di cui 120.000 solo in Africa, siano stati arruolati con la forza in corpi militari, per diventare soldati, facchini, messaggeri, cuochi e schiavi sessuali.
- AIDS: 6.000 giovani al giorno contraggono il virus dell’HIV/AIDS. 14 milioni di bambini sotto i 15 anni hanno perduto uno o entrambi i genitori a causa dell’AIDS. La preoccupazione è particolarmente forte per i 10 paesi dell’Africa subsahariana in cui oltre il 15% dei bambini con meno di 15 anni sono orfani: Botswana, Burundi, Lesotho, Malawi, Mozambico, Repubblica Centroafricana, Ruanda, Swaziland, Zambia e Zibabwe. Si prevede che il numero degli orfani sia destinato a salire e che entro il 2010 in Botswana, Lesoto, Swaziland e Zimbabwe più del 20% dei bambini con meno di 15 anni saranno orfani.
In alcuni paesi, oltre il 50% degli orfani tra 0 e 14 anni hanno perso uno o entrambi i genitori a causa dell’AIDS: Zimbabwe (77% di orfani a causa dell’AIDS), Botswana (71%), Zambia (65%), Swaziland (59%), Kenya (54%), Lesoto (54%), Uganda (51%).
- Lavoro minorile e sfruttamento: 211 milioni di minori lavorano; 180 milioni di bambini tra i 5 e i 17 anni sono coinvolti nelle peggiori forme di lavoro minorile, un bambino su otto nel mondo.
- Tasso di mortalità infantile sotto i 5 anni: i paesi con i più alti tassi di mortalità infantile sono: Sierra Leone (316 morti su mille nati), Niger (265 su mille), Angola (260), Afghanistan (257), Liberia (235), Mali (231), Somalia (225), Guinea-Bissau (211), Congo (Rep.Dem.) (205), Zambia (202), Ciad (200), Burkina Faso (197), Mozambico (197), Burundi (190).
- Tratta dei minori: è un business da un miliardo di dollari l’anno, e si stima che ogni anno coinvolga 1.200.000 bambini e adolescenti. Nell’Africa subsahariana sta raggiungendo proporzioni preoccupanti il traffico dei minori destinati a essere sfruttati in lavori agricoli e domestici. La tratta delle bambine avviate alla prostituzione nel Sudest asiatico è un problema di enormi dimensioni; il traffico è spesso gestito da autorità di polizia, parenti e tutori, e tutti si dividono i profitti.
Si è registrato un notevole incremento nel numero delle ragazzine provenienti dalla Moldavia, dalla Romania e dall’Ucraina trasferite clandestinamente in Europa occidentale da bande criminali con base in Albania, in Bosnia-Erzegovina, in Kosovo e ex-Jugoslavia.

>> Per una sintesi dettagliata del Rapporto UNICEF 2003 clicca qui <<

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